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NORMATIVA ITALIANA DI RIFERIMENTO

I coltelli in vendita in questo negozio sono esclusivamente per uso collezionistico, da lavoro, sport, tempo libero, non ci assumiamo alcuna responsabilità per qualunque genere di uso improprio. Possono essere detenuti fuori dall’abitazione per giustificato motivo; devono essere tenuti in luoghi non accessibili da bambini o minori. Il venditore declina ogni responsabilità per danni a persone o cose provocati da uso improprio eo maldestro dei coltelli acquistati presso questo negozio.

La disciplina normativa

Il coltello viene considerato strumento atto ad offendere (arma impropria) e non arma, ai sensi dell’art . 45, comma 2 del Regolamento di attuazione del TULPS, R.D. 18 giugno 1931, n.773, “Non sono considerati armi, per gli effetti dello stesso articolo, gli strumenti da punta e da taglio, che, pur potendo occasionalmente servire all’offesa, hanno una specifica e diversa destinazione, come gli strumenti da lavoro, e quelli destinati ad uso domestico, agricolo, scienti co, sportivo, industriale e simili”. La detenzione in casa è libera e il porto soggiace alla presenza di un giustificato motivo.

Il giustificato motivo

Nocciolo della nuova disciplina delineata dall’art. 4 della legge 18 aprile 1975 n.110 risulta quindi essere il giustificato motivo1 che un singolo deve poter addurre per poter lecitamente portare con sé uno strumento atto ad offendere, un coltello, di qualunque dimensione esso sia. In realtà la dimensione non è un parametro escluso, anzi. La nuova disciplina prevede che “Senza giustificato motivo, non possono portarsi, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa [...] strumenti da punta o da taglio atti ad offendere“.

Tale giustificato motivo andrà necessariamente valutato in base alle caratteristiche dell’utensile e alla personalità del sui possessore. Ecco dunque che la valutazione in capo in primis all’operatore di polizia, è quella di scandagliare la reale sussistenza di un reale motivo al porto di quel coltello, e nel farlo non potrà prescindere dal considerare le caratteristiche del coltello e la personalità del suo possessore. Un esempio, il camionista che si prepara da solo il pranzo, nessuno gli contesterebbe la presenza di posate nel vano dell’abitacolo, e un normale coltello da cucina ha una lama da 12-14 cm, con un tagliente e una punta acuminata, perché allora sequestrargli un coltello a lama chiudibile da pochi cm ove lo stesso dichiari che lo usa per preparare i panini? Ovvio che se lo stesso lo portasse indosso durante una passeggiata in città verrebbe meno il giustificato motivo. Alla stessa stregua si può considerare il campeggiatore, il cacciatore con riferimento ai soggetti, e forbici, accette, roncole, mazze da baseball con riferimento agli oggetti.

La leggenda della lama da quattro dita...

In realtà non si tratta di leggenda quanto dell’art. 80 del R.D. 06.05.1940 n.635, regolamento per l’esecuzione del T.U.L.P.S., che prevedeva la presunzione dell’esistenza del giustificato motivo per coltelli con lame al di sotto dei 4 cm. Nel 1975 fu emanata la L.110 che abrogava l’art.80 e la Corte di Cassazione con la sentenza Sez. I, sent. n. 8821 del 08-10-1982 per estensività non considerò più applicabile la disposizione di cui sopra, pertanto, attualmente, il giustificato motivo deve essere addotto per coltelli di qualunque lunghezza.

Note

”[...] deve intendersi per motivo giustificato del porto quello determinato da particolari esigenze dell’agente perfettamente corrispondenti a regole comportamentali lecite relazionate alla natura dell’oggetto, alle modalità di verificazione del fatto, alle condizioni soggettive del portatore, ai luoghi dell’accadimento, alla normale funzione dello oggetto”( Cassazione, Sez. I, 18 gennaio 1996, n. 580)

Art. 4. legge 18 aprile 1975 n.110 Porto di armi od oggetti atti ad offendere

Salve le autorizzazioni previste dal terzo comma dell'art. 42 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, non possono essere portati, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente, noccoliere.

Senza giustificato motivo, non possono portarsi, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti ad offendere, mazze, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche, nonché’ qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l'offesa alla persona.

Il contravventore e' punito con l'arresto da un mese ad un anno e con l'ammenda da lire cinquantamila a lire duecentomila. Nei casi di lieve entità, riferibili al porto dei soli oggetti atti adoffendere, può essere irrogata la sola pena dell'ammenda.

E' vietato portare armi nelle riunioni pubbliche anche alle persone munite di licenza. Il trasgressore e' punito con l'arresto da quattro a diciotto mesi e con l'ammenda da lire centomila a lire quattrocentomila. La pena e' dell'arresto da uno a tre anni e della ammenda da lire duecentomila a lire quattrocentomila quando il fatto e' commesso da persona non munita di licenza.

Chiunque, all'infuori dei casi previsti nel comma precedente, porti in una riunione pubblica uno strumento ricompreso tra quelli indicati nel primo o nel secondo comma, e' punito con l'arresto da due a diciotto mesi e con l'ammenda da lire centomila a lire quattrocentomila.

La pena e' raddoppiata nei casi in cui le armi o gli altri oggetti di cui ai precedenti commi sono usati al fine di compiere reati. Tuttavia tale aumento non si applica quando l’uso stesso costituisce un'aggravante specifica per il reato commesso.

Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria devono procedere all'arresto di chiunque sia colto in flagranza di trasgressione alle norme dei precedenti commi quarto e quinto. Con la condanna deve essere disposta la confisca delle armi e degli altri oggetti atti ad offendere.

Sono abrogati l'art. 19 e il primo e secondo comma dell'art. 42 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni.

Non sono considerate armi ai fini delle disposizioni penali di questo articolo le aste di bandiere, dei cartelli e degli striscioni usate nelle pubbliche manifestazioni e nei cortei, ne’ gli altri oggetti simbolici usati nelle stesse circostanze, salvo che non vengano adoperati come oggetti contundenti.

Note all'art. 4:

L'art. 42 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. n. 773/1931, come modificato dalla presente legge, e' cosi' formulato:

"Art. 42. - Il questore ha facoltà di dare licenza per porto d'armi lunghe da fuoco e il prefetto ha facoltà di concedere, in caso di dimostrato bisogno, licenza diportare rivoltelle o pistole di qualunque misura o bastoni animati la cui lama non abbia una lunghezza inferiore a centimetri 65”.

L'art. 19 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza concerneva il divieto di portare

armi nelle pubbliche riunioni anche alle persone munite di licenza.

Gli abrogati primo e secondo comma dell'art. 42 dello stesso testo unico concernevano il divieto di porto, fuori

della propria abitazione o delle appartenenze di essa, di armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente, noccoliere nonché, senza giustificato motivo, bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta e da taglio atti ad offendere.


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